Aiuto ai villaggi del Camerun

CNA IMPRESASENSIBILE in aiuto ai villaggi del Camerun: l’avanzamento del progetto dal 5×1000

INTERVISTA A LEOPOLD MOUDJIE DELL’ASSOCIAZIONE IAI ONLUS

In Camerun la siccità è aggravata dal problema dell’approvvigionamento dell’acqua potabile e dall’assenza di pozzi e serbatoi presso numerosi villaggi. Qual è il modo migliore per intervenire ?

La nostra associazione è la IAI (Intellettualità africana in Italia) ed è costituita da un gruppo di intellettuali, docenti, lavoratori ed imprenditori di origine africana residenti ed operanti in Italia che intendono sostenere iniziative per migliorare la qualità della vita dei paesi di provenienza. Io sono camerunense e nel mio paese , in molti villaggi, il problema dell’acqua resta grave. L’adduzione dell’acqua potabile richiede strumenti e tecniche che proviamo a portare anche attraverso l’aiuto di chi ha questa sensibilità ed attenzione, come la CNA , che opera attraverso CNA Impresa sensibile.

Come intendete agire per intervenire nei villaggi ?

Esistono strumenti specifici, che possiamo trasferire in Camerun e che in particolare costituiscono l’oggetto della Convenzione sottoscritta alcuni mesi fa dalla nostra Associazione con CNA Impresasensibile.
In particolare intendiamo intervenire nel villaggio di Bakassa, nella zona nord occidentale del Camerun, un piccolo villaggio di circa tremila abitanti in cui la gente vive di sola agricoltura di sussistenza, con scuole, ma senza una propria struttura sanitaria di riferimento. Ci sono molti problemi in quella zona, ma garantire l’acqua potabile è davvero il primo riferimento per educare e per vivere in adeguate condizioni igieniche.

In che cosa consiste l’intervento promosso con CNA Impresa sensibile ?

Cna Impresasensibile, attraverso l’intervento, permette al Consiglio del villaggio di avviare , con i tecnici e gli esperti, un intervento importante, attraverso la costruzione di un vero e proprio sistema di miglioramento dell’approvvigionamento e distribuzione dell’acqua potabile. Si tratta in primo luogo della costruzione di un sistema di adduzione basato su un grande serbatoio innalzato, contenente circa trenta metri cubi di acqua. E’ questa la struttura di base necessaria per garantire acqua potabile ed evitare malattie e malaria per gli abitanti del villaggio. Il serbatoio innalzato è alimentato da pannelli solari e si collega ad un grande serbatoio a terra, con la riserva d’acqua di duecento metri cubi necessaria al villaggio. Per prendere e distribuire l’acqua nel villaggio il progetto prevede un sistema specifico di pompe idrauliche.

Come pensate di provvedere alla manutenzione e gestione dell’impianto ?

Il progetto prevede una forte attenzione all’aspetto formativo ed educativo, come è stato indicato e voluto anche da CNA Impresasensibile: il sistema è infatti gestito ed alimentato da tecnici formati per questo compito di manutenzione e darà lavoro direttamente a cinque tecnici , pagati attraverso la Fondazione acque di Bakassa, avviata anche grazie al rapporto con CNA Impresasensibile. I serbatoi, i pannelli, le pompe ed il sistema vanno continuamente controllati e gestiti con attenzione.
Vogliamo che l’intervento di adduzione e distribuzione dell’acqua a Bokassa contribuisca inoltre ad una diversa cultura dell’igiene nelle scuole e nei nostri giovani.
L’Ambasciata del Camerun e la Diocesi del territorio sono nostri referenti per il sostegno dell’iniziativa promossa grazie a CNA Impresasensibile. Si tratta di un intervento che permette anche attraverso la Fondazione Bakassa un intervento di educazione sanitaria, molto importante nei nostri villaggi.

 



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