Salvaguardati nella legge di bilancio gli enti del terzo settore. Ora serve maggiore impegno per un servizio civile veramente universale

L’intesa tra maggioranza ed opposizione nella sessione parlamentare di bilancio sullo stralcio dell’articolo 108 ha sventato il rischio di ulteriori irrigidimenti burocratici e costi gestionali in capo agli enti del terzo settore.

Nel frattempo, il ministro competente sul Servizio Civile Universale, Vincenzo Spadafora, con una propria nota aveva annunciato i numeri delle risorse che sarebbero state stanziate nella Legge di Bilancio 2021: 200 milioni di euro, fondi garantiti per due anni, che permetteranno l’attivazione di posti da volontari per 55mila giovani nel 2021 e 56mila nel 2022.

Per CNA Impresasensibile Onlus è molto importante che si continui a dare più sostanza a questo risultato che tutto il mondo del Terzo Settore aveva posto come obiettivo minimo.

E’ ancora visibile l’appello “Servizio Civile, non si può dire” in cui la rete del Terzo Settore chieda maggiori fondi e una loro stabilizzazione affinché sia davvero assicurata l’universalità del servizio civile, aperto cioè a tutti i giovani che ne fanno richiesta.

La Presidente di CNA Impresasensibile Onlus, Maria Fermanelli, chiarisce: “Lo stralcio dell’art. 108 dalla Legge di Bilancio e quindi degli ulteriori oneri a carico del Terzo Settore è una buona notizia. Per quanto riguarda il servizio civile universale bisogna ricordare che questo è uno strumento altamente strategico per avvicinare i giovani al mondo del lavoro attraverso la porta stretta della solidarietà e dell’inclusione. Sono tempi difficili che richiedono sforzi speciali e mirati. Un servizio civile universale più forte e diffuso sarebbe una grande opportunità da mettere a disposizione di tutti quei giovani che ancora vogliono essere partecipi della costruzione del mondo che verrà.”